Google Core Update Gennaio 2020

Google Core Update Gennaio 2020

Google ogni giorno effettua vari aggiornamenti al proprio algoritmo di ricerca al fine di migliorare la pertinenza dei risultati di ricerca. Si tratta di piccoli interventi che il più delle volte non hanno nessun impatto nel posizionamento organico di un sito internet.

Durante l’anno però, almeno un paio di volte, Big G lancia degli aggiornamenti algoritmici più sostanziosi che spesso invece hanno degli effetti molto più importanti ed evidenti.

Google Core Update Gennaio 2020

Il 13 Gennaio 2020 alle 17:01, ora Californiana che corrisponde alle 17:01 in Italia, Google tramite il suo profilo Twitter ha annunciato il lancio di un nuovo aggiornamento del suo algoritmo e dopo qualche ora questo era già attivo nei loro Datacenter.

Come già successo in passato l’azienda non ha fornito nessun dettaglio in merito ma si è limitata ad invitare i Webmaster a continuare a seguire le linee guide indicate in passato.

 

Le prime reazioni nelle SERP

L’osservatorio di SEOZoom in Italia ha registrato soltanto delle piccole variazioni di posizionamento, un’attività quindi normale quando ci troviamo di fronte ad un Google SEO Update.

Nelle SERP di Google UK invece la situazione che si è venuta a creare è ben diversa. In Inghilterra infatti si sono registrate oscilazioni molto più consistenti che hanno portato a sbalzi e cambiamenti di posizioni anche piuttosto importanti nei risultati di ricerca.

 

Gli aggiornamenti algoritmici precedenti

Prima di questo, Google aveva rilasciato altri 2 update nei mesi scorsi. A Settembre 2019 il Core Google è passato quasi inosservato poichè non ha comportato grandi cambiamenti come invece era lecito aspettarsi. Per quanto riguarda il posizionamento locale invece, Google a Novembre 2019 ha rilasciato un aggiornamento specifico che ha migliorato questa tipologia di ricerche.

 

Cosa fare quando c’è un update dell’algoritmo?

La risposta è piuttosto semplice e diretta… niente!
Quando viene rilasciato un Google Update è normale che il tuo sito web possa migliorare o peggiorare il proprio posizionamento su Google. Quello che devi fare è cercare di conoscere quando Big G effettua questi aggiornamenti in modo da poter analizzare la situazione. Potrai cosi capire se il cambiamento di posizioni è dovuto all’update oppure se questo dipende da modifiche effettuate sul sito.

 

L’impatto del Google Core Update nei Quality Raters

I Quality Raters sono individui incaricati di verificare la qualità e l’attendibilità di un sito web e segnalarlo a Google. Queste persone, nell’analizzare la situazione di un qualunque sito internet, devono sempre tener conto di alcune linee guide. Queste vengono riviste e modificate periodicamente e sono consultabili direttamente a questo indirizzo:

Linee Guida Quality Raters

Come già accaduto per i precedenti, anche il January 2020 Core Update rispetta le linee guida per i Quality Raters. Per ciò, in caso tu stia realizzando un nuovo sito web o stai progettando una strategia di posizionamento, ti invito a leggere bene le oltre 160 pagine che compongono il documento relativo alle linee guida indicate da Google.

Ranking Google sito: I 5 fattori più importanti

Ranking Google sito: I 5 fattori più importanti

Il lavoro di posizionamento di un sito internet è diventato col tempo sempre più complesso. Sono infatti oltre 200 i parametri che Google prende in esame per determinare il posizionamento di un sito web, inoltre bisogna sempre tenere in considerazione che:

-Nessuno conosce esattamente quali sono i fattori ed i segnali che determinano il posizionamento
-Non si conosce il peso reale che ogni singolo fattore può avere
-L’algoritmo di Google è in continuo aggiornamento. Si stima che ogni anno siano oltre 600 gli aggiornamenti lanciati.

Ranking Google Sito: Posizionare sito internet

Esistono poi 2 macrocategorie che chi lavora nell’ambito del posizionamento organico SEO deve sempre avere ben chiare: i fattori SEO on-Page e quelli Off-Page.

Fattori SEO On-Page

Con questo termine si intendono tutti quei parametri interni che costituiscono la struttura stessa del sito web. Google, scansionando il contenuto con i suoi spider, va a cercare all’interno del codice HTML della pagina vari parametri che ne definiscono meglio la natura. Si parla di “Meta Tag“, ossia metadati che vengono interpretati dai browser e forniscono informazioni specifiche sul contenuto della pagina. Tra i principali che devono essere sempre presenti all’interno di qualunque pagina web ci sono i tag: Title e Description. Il primo è il titolo della pagina ed è il più importante fattore di ranking on-page, l’altro ne definisce meglio le caratteristiche e deve essere scritto in modo da invogliare l’utente a cliccare sul link.

Fattori SEO Of-Page

Tutti quei parametri che non possono essere influenzati dal webmaster poichè provengono da fonti esterne al nostro sito web, si definiscono fattori Off-Page. Tra le principali strategie utilizzate c’è sicuramente la Link Building, ossia quella tecnica che permette di ricevere più link in ingresso verso un sito internet.

Come posizionarsi su Google? Ecco cosa devi sapere

Andiamo adesso ad analizzare insieme quali sono i 5 fattori più importanti che Google tiene in considerazione per posizionare un sito web.

  1. Struttura della pagina web
    Creare una pagina che sia quanto più possibile “Google friendly“, è a mio avviso il parametro più importante. Ogni pagina oltre ai già citati Tag Title e Tag Description, deve avere un contenuto coerente con le aspettative del navigatore. Strutturare al meglio questi 2 parametri è quindi fondamentale per far si che chi arriva sulla pagina si trovi davanti tutte le informazioni che si aspetta. La pagina va strutturata con l’utilizzo dei Tag Testuali (H1, H2, H3, P, ecc..), che oltre a dare un aspetto visivo più ordinato, definiscono meglio le varie sezioni. Ogni pagina deve contenere soltanto un Tag H1 (che deve coincidere con il titolo), ed un Tag H2. Il testo, va suddiviso opportunamente in paragrafi e devono inoltre essere presenti anche dei Tag H3 per definirne meglio le varie tematiche trattate al suo interno. Non bisogna inoltre mai dimenticare il celeberrimo motto “Content is King” di Bill Gates, ovvero il contenuto è sovrano che sta ad indicare l’importanza del contenuto rispetto alle aspettative di chi legge.
  2. Qualità dei link ingresso
    Avere link in ingresso è fondamentale per riuscire a posizionare il proprio sito internet. Bada bene però ho scritto volutamente “Qualità” e non “Quantità” di link; questo è un aspetto fondamentale in qualunque strategia di posizionamento SEO. Avere molti link in ingresso da siti non rilevanti o pertinenti al proprio settore può anche portare a penalizzazioni; meglio quindi pochi link da siti “importanti” che molti link da siti di scarsa qualità. Una campagna di link building ben fatta deve quindi tener conto della qualità e dell’autorevolezza dei siti che linkano il nostro. Per determinarne l’efficacia vanno verificati parametri come il DOMAIN AUTHORITY (DA) ed il PAGE AUTHORITY (PA) che indicano rispettivamente l’autorità del dominio e quella della pagina nella quale si trova il link che ci sta linkando. Questi 2 parametri sono facilmente individuabili in rete tramite l’utilizzo di software specifici per chi fa SEO come ad esempio MOZ SITE EXPLORER, ma ce ne sono molti altri.
  3. Usabilità ed User Experience
    Altri 2 fattori molto importanti dei quali bisogna tener conto quando si progetta un nuovo sito internet sono l’usabilità e la User Experience. Si tratta di 2  caratteristiche imprescindibili che spesso però tendono ad essere trascurate da molti Webmaster. Per usabilità di un sito web si intende la facilità con cui una pagina può essere navigata e l’efficacia che questa offre nel raggiungere le informazioni di cui abbiamo bisogno. La User Experience invece rappresenta l’insieme delle sensazioni e delle emozioni che una pagina web suscita nel navigatore. Il layout grafico, l’accessibilità, i testi, le immagini e la velocità di caricamento, sono caratteristiche che contribuiscono a migliorare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca. Ogni moderno sito web deve essere “Responsive“, ossia il layout grafico, testi ed immagini devono adattarsi al meglio in base al dispositivo con il quale viene navigato (pc, notebook, tablet, smartphone). Inoltre dotare il proprio sito web di un protocollo sicuro SSL è di fondamentale importanza per donare maggiore tranquillità a chi naviga il sito ed è anche questo un parametro che migliora il posizionamento.
  4. Trust ed anzianità del dominio
    Come nella vita anche e soprattutto online avere una buona reputazione è di fondamentale importanza per raggiungere certi obbiettivi. Un dominio con una certa anzianità si porta con sé anche una propria storicità e reputazione. Google considera il fattore “Trust” come uno dei più rilevanti e questo contribuisce in maniera importante nella generazione delle Serp. Fate quindi sempre attenzione ai feedback che ricevete in rete dagli utenti, ai commenti sui Social Network, sui blog o sui forum e tutte le citazioni che in qualche modo citano voi stessi o il vostro sito internet.
  5. Social Signal SEO
    Anche se non in maniera diretta è ormai cosa nota che i “Social Sign” ovvero i segnali che arrivano dai Social Network, siano anche loro un’importante fattore nell’ambito del processo di posizionamento. Google infatti prende nota ogni volta che il nostro sito viene menzionato oppure un utente lascia un commento, una reazione oppure commenta un post. Ancora però non è chiaro quanto “forte” sia il ruolo che i segnali sociali hanno nell’ambito del posizionamento organico. Una cosa però è certa ovvero che Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e gli altri Social Network fanno ormai parte della vita di tutti i giorni, pertanto è ovvio che questi influenzino in qualche modo la visibilità di un sito su Google.

Ranking sito web: Conoscere posizione sito in Google

Google offre degli strumenti gratuiti che ti possono aiutare a conoscere e migliorare l’attuale posizionamento del tuo sito web per una determinata parola chiave. Il più importante è senza dubbio la Google Search Console, ma non è l’unico. Esistono poi anche software a pagamento che offrono funzionalità avanzate; tra i principali ti segnalo Seozoom (che uso personalmente nella mia agenzia), SemRush e Majestic.

WordPress Gutenberg Editor: Come disattivarlo

WordPress Gutenberg Editor: Come disattivarlo

 

Il 6 Dicembre 2018, WordPress ha rilasciato il nuovo editor Gutenberg ma questo sembra non sia stato ancora digerito dalla gran parte degli sviluppatori WordPress. Rispetto al precedente Classic Editor, Gutenberg è profondamente diverso ed introduce il concetto dei blocchi che cambia radicalmente il modo di lavorare.

WordPress Gutenberg Editor: Come disattivarlo

Fino ad ora eravamo abituati a lavorare utilizzando poche righe di codice, magari giusto un po’ di HTML e CSS ed i tanto amati Shortcode, ossia dei brevi codici inseriti all’interno di parentesi graffe collegati ad un determinato plugin che servono a richiamarne le varie funzionalità.

Gutenberg a mio avviso nasce con l’intento di soppiantare i tanto amati Page Builder, i costruttori di pagine che hanno lo scopo di aiutare lo sviluppatore nella creazione di layout personalizzati per le varie pagine di un sito web WordPress.

Nonostante dalla versione 5.0 di WordPress Gutenberg venga installato di default, se anche tu non ti trovi bene non devi preoccuparti perchè puoi ancora decidere di non utilizzarlo.

Plugin WordPress gratis per disabilitare Gutenberg

-Classic Editor WordPress

Il primo plugin che puoi decidere di installare per disabilitare Gutenber è il Classic Editor di WordPress. Una volta scaricato lo zip ti basterà recarti in PLUGIN–>AGGIUNGI NUOVO–>CARICA PLUGIN. A questo punto clicca su SCEGLI FILE, seleziona lo zip appena scaricato e clicca su INSTALLA ORA. Alla fine del download ricordati di attivare il plugin semplicemente cliccando sul tasto ATTIVA.

Successivamente vai in IMPOSTAZIONI–>SCRITTURA e verifica che sia selezionato Classic Editor alla voce “Editor predefinito per tutti gli utenti”.

Se adesso provi a pubblicare un nuova pagina, un post e modificarne uno esistente, ti troverai di fronte alla vecchia interfaccia di WordPress che ben conosci e Gutenberg non sarà più visibile.

-Disable Gutenberg

In alternativa puoi anche decidere di installare il plugin Disable Gutenberg. Funziona più o meno allo stesso modo dell’altro anche se presenta qualche funzionalità aggiuntiva. L’installazione è identica a quella descritta sopra per il Classice Editor; ovvero una volta scaricato lo zip, dovrai andare in PLUGIN–>AGGIUNGI NUOVO–>CARICA PLUGIN, cliccare su SCEGLI FILE e selezionare il file scaricato. Adesso ti basterà cliccare su INSTALLA ORA e successivamente su ATTIVA.

Alla fine del processo ricordati di andare su IMPOSTAZIONI–>SCRITTURA e verificare che sia selezionato il Classic Editor come predefinito. Fatto questo ti troverai nuovamente di fronte la vecchia interfaccia di WordPress.

Altri metodi per disabilitare l’editor Gutenberg di WordPress

Queste 2 soluzioni sono le più semplici ed indolori, ma se conosci un po’ di html e vuoi farlo tramite codice, ecco cosa devi fare.

Recati in ASPETTO–>EDITOR DEL TEMA e clicca sul file functions.php. Adesso aggiungi questa semplice riga di codice che trovi qui sotto e salva. Utilizzate questa soluzione soltanto se avete un po’ di dimestichezza la programmazione poiché un errore potrebbe compromettere il funzionamento del sito. Se preferisci non rischiare meglio utilizzare uno dei 2 plugin di cui ti ho parlato in precedenza.

add_filter(‘use_block_editor_for_post’, ‘__return_false’);

Considerazioni su Gutemberg

Le 3 soluzioni di cui ti ho parlato sono tutte valide e puoi utilizzarle tranquillamente sopratutto se ancora non hai assimilato bene il passaggio a WordPress 5.0. Ma tieni presente che Gutemberg è il futuro e con i prossimi aggiornamenti della piattaforma questi metodi potrebbero non funzionare. Pertanto il mio consiglio è iniziare a prendere funzionalità.

Nuovi attributi Link Rel: Sponsored e UGC

Nuovi attributi Link Rel: Sponsored e UGC

Nel Gennaio del 2005, per combattere il dilagante fenomeno dello spam, Google decise di introdurre l’attributo rel nofollow ai link. Questo indica agli spider che si tratta di un collegamento di cui non tener conto nell’ambito del posizionamento organico e nella conseguente generazione delle serp.

Nuovi attributi Link Rel: Sponsored e UGC

L’attributo rel stabilisce in maniera univoca la relazione tra la risorsa collegata ed il documento a cui fa riferimento. Oltre al nofollow esiste ovviamente anche l’attributo follow che viceversa segnala al crawler che quel link è degno di nota e va considerato come risorsa utile al posizionamento.

Se hai dimestichezza con il web, avrai sicuramente sentito parlare del Pagerank, l’algoritmo creato da Google con lo scopo di valutare l’autorevolezza di un sito web. Anche se al giorno d’oggi ha perso molto della sua importanza, questo nel corso del tempo ha influenzato notevolmente i vari processi che regolano il posizionamento di un sito.

Volendo genralizzare anche se non è del tutto corretto, possiamo affermare che un attributo follow “passa” il suo valore al fine di aumentare il Pagerank; viceversa un attributo nofollow non ha valore in tal senso e non viene preso in considerazione dai motori di ricerca.

Ma poichè i meccanismi che si celano dietro agli algoritmi di Google sono in continuo aggiornamento, l’azienda di Mountain View ha reputato che questi 2 tag al giorno d’oggi non sono più sufficienti per catalogare i milioni di link presenti sul web.

Ecco perchè pochi giorni fa Google ha annunciato 2 nuovi attributi del rel=”nofollow”: Sponsored e UGC; vediamo più in dettaglio quali sono le differenze ed i cambiamenti che questi possono apportare nell’ambito della progettazione di una campagna di link building.

L’attributo rel=”sponsored”

Deve essere utilizzato per identificare i collegamenti dal proprio sito verso l’esterno che hanno carattere pubblicitario o commerciale.

L’attributo rel=”ugc”

UGC è l’acronimo di User Generated Content e dovrà essere usato per indicare i collegamenti interni ad un sito web come ad esempio i commenti di un blog oppure i post all’interno di un forum.

Per quanto riguarda invece il rel=”follow” l’aggiornamento algoritmico non ha portato con sè nessun cambiamento; dunque sarà possibile continuare a contrassegnare i link con questo tag senza problemi.

Link Building strategie ed il significato di link

E’ sempre utile tenere a mente che tutti gli attributi (Follow, Nofollow, Sponsored e UGC), vanno considerati come suggerimenti e non come una direttiva. Google infatti li utilizza insieme a tutti gli altri fattori di ranking, per determinare il posizionamento di qualunque sito internet. Ecco perchè non è detto che un link nofollow non possa comunque trasmettere autorevolezza ad un sito.

Un link è un oggetto cliccabile che ci consente di passare da una pagina web ad un’altra. Visivamente possono apparire come come immagini, testo o pulsanti e si classificano in link interni o esterni a seconda della loro destinazione finale che può essere rispettivamente su una pagina interna all’attuale sito che stiamo navigando, oppure su un’altro sito.

La migliore strategia di link building che è possibile attuare, è basata sulla creazione di una rete di link naturali e diversi tra loro. Utilizzando i vari attributi, variando l’anchor text e la pagina di destinazione, sarà più facile posizionare le nostre keywords.

Se dunque ti stai domandando come fare link building per evitare di incorrere in penalizzazioni, da oggi dovrai preoccuparti anche dell’utilizzo di questi nuovi attributi che Google ci ha messo a disposizone.

Altri aspetti da conoscere sui nuovi Tag Google

Se lavori nell’ambito della SEO, devi sapere che è possibile usare anche più attributi contemporaneamente e che non c’è necessità di cambiare gli attuali link poichè Google continuerà a considerarli come prima.

Il nofollow diventerà un suggerimento a partire dal 1 marzo 2020, pertanto ti resta ancora un po’ di tempo per abituarti al cambiamento imposto da Google.

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