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In questo periodo storico siamo costantemente sottoposti a una moltitudine di annunci. Per questo motivo, molte aziende ricorrono sempre più spesso a tecniche pubblicitarie che derivano dalle scienze cognitive. Prima fra queste è il neuromarketing, volta a far sì che i contenuti generati dai brand restino impressi nella mente dei potenziali acquirenti e si differenzino da quelli dei competitor. Il neuromarketing, quindi, pone al centro il cliente e le ragioni per le quali compie determinate scelte.

 

Attirare l’utente: tra immagini lucide e foto di gattini

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Credit by GoPro, Coca Cola, The North Face

Esistono immagini che ti attraggono più di altre, ti sei mai chiesto il perché? Te lo spieghiamo subito! Tre tipi di immagini ci attraggono maggiormente sul web, e soprattutto sui social: quelle che rappresentano qualcuno simile a noi, quelle lucide spesso con alimenti buoni e gustosi e quelle che rappresentano il mondo animale in situazioni “quasi umane”.

Ti è mai capitato di sentirti più affine ad un capo di moda perché indossato da qualcuno molto simile a te? Questo avviene perché tendiamo a fidarci di più delle persone che percepiamo vicine al nostro modo di essere, non solo per quanto riguarda l’aspetto fisico ma anche riguardo la condivisione delle nostre stesse passioni e dei nostri stessi interessi.

Anche le immagini con effetto lucido tendono a catturare la nostra attenzione ma stavolta il motivo è legato ad un istinto primario dell’essere umano. L’aspetto lucido degli oggetti viene associato dal nostro cervello all’acqua, nostra prima fonte di vita. L’innesco mentale della sete tende quindi ad attrarci verso questo tipo di immagini. Ad esempio, ti è mai capitato di vedere una lattina al supermercato e avere voglia di berla in quel preciso istante? Ecco, ora sai il perché.

Passiamo a parlare dei famosi “gattini” che piacciono e attirano svariati utenti. Gli animali raffigurati durante comportamenti che possono essere associati alla specie umana tendono a stimolare in modo particolare le nostre emozioni. Questo perché il nostro cervello non è in grado di riconoscere al meglio le espressioni facciali degli animali e per questo motivo molti pregiudizi non vengono innescati; la maggior parte delle volte, infatti, tendiamo ad interpretare le loro smorfie come segnali divertenti e ironici. Non è così?

Colori: significato e importanza nell’attrazione social

Ci sono colori che catturano la nostra attenzione più di altri. Questo avviene perché a seconda del significato che si vuole trasmettere il colore da utilizzare cambia:

  • ROSSO: evoca passione perché associato al sangue del corpo umano, alla potenza, e in alcuni casi anche al pericolo e all’urgenza. Ha perciò una grande capacità di attirare l’attenzione ed infatti è spesso impiegato per le call to action, le offerte speciali o i saldi e i cartelli stradali di pericolo. Il rosso è un colore che si rifà molto ai “peccati di gola” infatti si ritrova spesso nei marchi legati al food come Algida. Viene utilizzato dai brand che vogliono comunicare forza, vitalità e leadership e che si differenziano dalla concorrenza per i loro format unici (come ad esempio: Netflix, YouTube, Coca Cola, ecc.).
  • ARANCIONE: L’arancione è un colore che esprime equilibrio, creatività, entusiasmo e dinamismo. L’arancione stimola l’energia e i brand che lo utilizzano sono giovanili, energici e trasmettono un messaggio molto fresco e moderno come ad esempio Fanta e Nickelodeon. L’esempio lampante di un grande colosso rappresentato da questo colore è Amazon, brand che vuole esprime modernità, affidabilità e dinamismo.
  • GIALLO: è un colore che esprime vitalità e allegria in quanto ricorda il sole infatti è perfetto per i contesti che riguardano i bambini (come il marchio Lego). I brand che utilizzano in prevalenza il colore giallo vogliono trasmettere ottimismo e dinamicità, e se abbinato al nero crea anche un’aria di importanza e serietà come possiamo notare ad esempio in IKEA, Hertz e National Geographic. Un esempio relativo all’utilizzo nel logo di questo colore è Eni, legato appunto all’energia.
  • VERDE: è collegato alla natura, e di conseguenza alla crescita personale e alla salute. Stimola l’attenzione e induce una sensazione di equilibrio. Le pareti degli ospedali sono molto spesso di colore verde proprio per aiutare la calma e la tranquillità. Il verde è utilizzato anche per riferirsi a standard etici riguardo l’ambiente e la natura, ed è il simbolo dell’azione corretta. Per questo motivo, i brand che usano il verde sono soprattutto marchi eco-friendly come Enegan ed Edison, ma è caratteristico anche di aziende tecnologiche che vogliono esprimere stabilità come Acer, Android, Spotify, ecc.
  • BLU: è uno dei colori più amati e più utilizzati e rappresenta la calma, l’onestà, l’affidabilità e la sicurezza. Le tonalità più scure vengono utilizzate per richiamare alla memoria l’esperienza di un’azienda, il suo successo e la sua affidabilità. L’azzurro viene utilizzato principalmente per esprimere un rapporto informale e di amicizia con l’utente (infatti è il colore di molti social media). Il blu è quindi molto utilizzato dai brand che vogliono dare un’immagine rassicurante, come aziende del settore finanziario o di quello tecnologico (ad esempio Skype, Intel, Samsung), ma anche aziende che trattano di prodotti e servizi relativi al benessere e alla salute come l’azienda Pfizer.
  • VIOLA: il viola è il simbolo della creatività e viene spesso utilizzato per andare fuori dagli schemi e per esprimere il proprio modo di essere, solitamente non conforme a quella che viene definita “normalità”. Due piattaforme che colgono a pieno quanto detto e che utilizzano il viola come colore principale del brand sono Twitch e Yahoo! dove gli utenti sono liberi di esprimersi nel proprio spazio online dedicato. Questo colore ha svariati altri significati come quello relativo alla femminilità (ad esempio Lines) o alla nobiltà infatti viene utilizzato in numerosi brand di lusso.
  • NERO: è un colore potente, simbolo dell’eleganza, del lusso e dell’autorità. Viene utilizzato per esprimere concretezza, qualità, modernità e raffinatezza. Si ritrova principalmente in brand di lusso come Prada e Chanel; e sempre più aziende tecnologiche lo utilizzano per simboleggiare autorità e serietà (come Apple).
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Fonte: https://cimoinfo.com/2019/09/05/quanto-pesano-i-colori-nel-marketing/

Neuromarketing offline: quando un odore ti accende un ricordo

Quanto è bello quando passiamo davanti ad un negozio e l’odore che ci invade ci innesca un ricordo? Magari quello della nonna mentre faceva il bucato o i biscotti appena sfornati per merenda. Questo è tutto marketing, o meglio, neuromarketing.

L’olfatto, infatti, è uno dei cinque sensi più potenti, superiore addirittura alla vista. Gli utenti, in media, tendono a ricordare solo il 5% di ciò che viene mostrato loro mentre ricordano il 35% di ciò che sentono attraverso l’olfatto. Quando sentiamo un buon profumo o un cattivo odore tendiamo a ricollegarlo a un’esperienza passata, questo perché il sistema olfattivo è collegato al sistema limbico, sede di ricordi ed emozioni. Questo è il motivo per cui gli odori alimentano la connessione tra brand e consumatore grazie allo stimolo di ricordi più profondi.

Molti store fisici si stanno sempre più orientando verso un maggior utilizzo di questa tecnica di neuromarketing in grado di influenzare la percezione stessa del negozio. Un esempio tra tutti sono le grandi catene di supermercati. Sempre più spesso infatti all’interno degli stessi è presente il reparto dedicato alla preparazione di prodotti da forno, come il pane. Questo provoca la diffusione di baguette calda appena sfornata in tutto il supermercato e genera nei clienti la sensazione di fame che provano a colmare facendo più acquisti del dovuto. L’odore di pane, inoltre, stimola il ricordo dell’infanzia e fa sì che il cliente stia più a lungo nel punto vendita spinto da ricordi piacevoli.

Un esempio di un noto brand che ha utilizzato il marketing olfattivo è la compagnia aerea British Airways che ha diffuso il profumo di erba nella propria sala d’attesa all’aeroporto per dare la sensazione ai viaggiatori di essere all’aria aperta.

Lush, invece, rappresenta un caso molto discusso riguardo l’utilizzo che fa del profumo nello store infatti i clienti spesso sono di due opinioni contrastanti: alcuni trovano la sensazione di essere invasi dalla fragranza che emanano i punti vendita piacevole e tranquillizzante, altri invece tendono a ritenerla “troppo forte” e ciò li spinge a tenersi alla larga dallo store.

In conclusione…

In questo articolo abbiamo visto che esistono immagini, colori e odori più efficaci di altri per catturare l’attenzione degli utenti. Il mondo dei social e del neuromarketing è, però, infinito e ogni tipologia di settore ha la propria mission e i propri valori: questo rende necessarie delle scelte specifiche che privilegiano alcuni elementi piuttosto che altri. Se stai progettando una strategia di marketing e/o vuoi rivedere la tua immagine aziendale CHIAMACI E PRENOTA UN APPUNTAMENTO.

 

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